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日志


5月27日

brucia!

Brucia con le montagne di ipocrisie. Brucia con i cumuli di promesse. Brucia con tutti i loro sporchi interessi. Brucia, bruciali tutti. Rendi questa terra diversa. Rendi questa terra normale. Brucia le loro bocche. Brucia le monarchie costruite con la sinistra. Brucia la camorra. Brucia i sindaci che s'incatenano. I governi che non governano. I commissari che si commissariano.

Brucia i picchetti alle stazioni. E brucino pure chi non c'entra. Brucia chi non entra in questa maledetta Regione. Migliaia di burocrati. Incapaci di tutto e buoni solo a negarsi e a negare. Brucia la voce del padrone. Chi grida all'emergenza e dice no al termovalorizzatore. Brucia la voglia di cambiamento. Brucia il tutto scorre, i corsi e ricorsi. Brucia i contribuenti padani che sono gli "unici" a pagare. Brucia gli stipendi d'oro. Brucia le pensioni d'oro.

Brucia i politici col diminutivo. Il napoletano in processione da Napolitano. Brucia chi vota sotto ricatto. Brucia chi sotto sotto ha fatto un patto. Brucia e tanto abbiamo tutti famiglia. Brucia l'opposizione che non si oppone. Il pensiero che non si fa mai intenzione. Brucia i campanili d'ignoranza. Chi non guarda un metro fuori dalla sua stanza. Brucia chi non risponde perché non vuole. Corretti e corrotti. Inetti e intatti. Brucia passato, presente e futuro. Brucia chi è lontano e sicuro. Bruciami. E bruciaci tutti.  

5月5日

4-4-2

Biondo cenere e nessun motivo intorno. In un maggio arruffato di gente e di colori. Aspetto che qualcuno venga a dirmi perché non dovrebbe essere bello il silenzio. Aspetto che la riduzione del rumore si trasformi in eco. La definizione categorica è "ovattato e insofferente". E dietro quello stimolo c'è un sapore pesante e pensante di labbra e volteggi come l'ultimo giro di forchetta nel piatto.
 
Siamo tutti un colore omeopatico. Biondo cenere è la radice. La costruzione di mille sorrisi passati in rassegna come i cataloghi delle agenzie di viaggio. E aspetto. I suoi occhi strisciati addosso. Lettere di un passo di danza che non conosco e non voglio conoscere.
 
Fuori c'è un tipo che tira pietre. Urla. Impreca male e confonde il bene. Il bene è dentro con le sue mani ingenue. Dsm IV sul tavolo e una foto di Bologna. Ancora. Sul pavimento della cucina nessuna traccia. Eppure lei sinuosa, lei pretestuosa fino all'inverosimile. Con quel corpo in cento corpi e in centouno pensieri. La labile armonia e una telefonata in piena notte che ti spinge a uscire fino al centro eviscerato di una città ancora più piccola del piccolo borghese. Biondo cenere e quel tango. Ballato di corsa. Senza che ci fosse nessuna fretta. Biondo cenere è convenzioni. Puoi essere rivoluzionario quanto ti pare se tanto poi vivi in una gabbia di pensieri crioconservati. Al tempo che passa. Alle persone che passano e vanno. Come maggio, come Bologna, come un nome che è diventato un cognome da impacchettare e portare via.